L’eolico italiano è un paradosso: 13,6 GW installati a fine 2025, ma il vento soffia quasi solo al Sud — e buona parte di quella potenza resta sulla carta. Puglia, Sicilia e Sardegna dominano una mappa nazionale che al Centro-Nord si svuota quasi del tutto, mentre 93 progetti offshore galleggianti aspettano in coda per 74 GW di capacità futura.

Potenza installata 2024: 13 GW · Potenza prevista 2025: 13,6 GW · Incremento dal 2020: 2 GW · Nuovo installato 2025: calo 8% vs 2024 · Regioni Sud: 91% potenza eolica

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Produzione annua esatta in TWh per il 2025
  • Tempistiche reali per i 93 progetti offshore
  • Quanti dei 74 GW richiesti otterranno autorizzazione finale
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Costruzione Venusia e Serra Palino (RWE) seconda metà 2025 (InsideEVs)
  • Produzione Mondonuovo entro giugno 2025 (InsideEVs)
  • PNIEC prevede 2,1 GW offshore al 2030 (Diario DIAC)

I numeri chiave dell’eolico italiano

La tabella seguente sintetizza i dati principali sulla potenza installata, la distribuzione regionale e i progetti offshore in corsa.

Dato Valore
Potenza totale 13,6 GW (2025)
Previsione 2025 13,6 GW (QualEnergia.it)
Maggior parco Portoscuso, Enel
Distribuzione 91% Sud Italia
Puglia installata 3.680 MW
Progetti offshore mappati 93 (Legambiente)
Capacità offshore richiesta 74 GW
Med Wind capacità 2,8 GW
Primo offshore operativo Taranto (2022)
Province leader offshore Trapani 11,2 GW, Sud Sardegna 9,52 GW

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

La risposta è quasi univoca: la Puglia domina l’eolico italiano con 3.680 MW installati a fine 2025, seguita da Campania, Sicilia, Basilicata e Calabria. Il Sud si conferma protagonista, contribuendo al 94% della produzione eolica nazionale.

Distribuzione per regione

Sei regioni concentrano il 91% della potenza eolica nazionale. InsideEVs evidenzia come, su 2.109 progetti eolici avviati dal 2015, l’80% sia ancora in fase di istruttoria tecnica — un dato che rivela quanto la burocrazia freni lo sviluppo.

Focus sul Sud Italia

Puglia, Sardegna e Sicilia non solo guidano l’online, ma sono anche capofila per le richieste offshore. Trapani guida con 11,2 GW di capacità richiesta, seguita dal Sud Sardegna con 9,52 GW e dalla provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani con 6,24 GW.

Punti di forza

  • Forti venti costanti nelle zone meridionali
  • Infrastruttura esistente con parchi consolidati
  • Puglia come hub produttivo di riferimento
  • 73 progetti offshore in fase avanzata

Criticità

  • Nord Italia quasi assente (6% produzione)
  • Burocrazia lenta: 14 anni per Taranto
  • Opposizione locale (NIMBY)
  • 80% progetti ancora in istruttoria
In sintesi: Il Sud assorbe quasi tutta l’attenzione industriale dell’eolico italiano — e chiunque progetti o investa senza guardare a Sud perde il tempo.

A che punto siamo con l’energia eolica in Italia?

L’Italia ha raggiunto 13,6 GW di potenza eolica installata a fine 2025, con una crescita di 2 GW rispetto al 2020. Il dato arriva da QualEnergia.it, che conferma un incremento costante ma inferiore alle aspettative europee.

Dati Terna 2024

Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, segnala che per raggiungere 300 GW di capacità al 2050 occorreranno oltre 400 GW di trasmissione tra offshore e terra. Lo ha dichiarato Enrico Maria Carlini, responsabile pianificazione di Terna, sottolineando la necessità di investimenti massicci in infrastrutture.

Perché questo conta

Il gap tra capacità installata e capacità di rete disponibile è il collo di bottiglia principale. Senza potenziamento della rete, nuovi parchi rischiano di restare scollegati — o di dover limitare la produzione quando il vento soffia forte.

Proiezioni 2025-2026

Il PNIEC prevede 2,1 GW offshore al 2030, mentre il piano FER II arriva a 3,8 GW. Terna-Snam ha obiettivi più ambiziosi: 15 GW entro il 2040. Uno studio dell’Università Sapienza indica un potenziale di 25-50 GW al 2050 — si tratta tuttavia di stime ancora da verificare sul campo.

Quanto produce l’eolico in Italia?

La potenza installata è un dato, la produzione effettiva un altro. Gli impianti eolici italiani hanno beneficiato di condizioni meteorologiche favorevoli, ma i numeri precisi di TWh per il 2025 non sono ancora consolidati nelle fonti aperte. Quel che è certo è che la crescita del parco eolico continua ad aumentare la quota di rinnovabili nel mix energetico nazionale.

Produzione annua

Med Wind, il progetto galleggiante da 2,8 GW nel Canale di Sicilia, produrrà 9 TWh/anno — pari al fabbisogno di 3,4 milioni di famiglie. Il parco ridurrà le emissioni di 2,7 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, secondo InsideEVs.

Utilizzi principali

L’energia eolica italiana alimenta prevalentemente il settore industriale e le aree urbane del Centro-Sud. Edison investe 270 milioni di euro per 330 MW nuovi in Sicilia nel 2025, puntando a un piano da 5 GW di rinnovabili entro il 2030 — con il 50% nel parco galleggiante di Pozzallo.

Il paradosso

Abbiamo 13,6 GW installati ma produciamo meno di quanto potenzialmente possibile. Il motivo? La rete non regge. Terna lo dice chiaramente: senza oltre 400 GW di trasmissione, i 300 GW di capacità al 2050 restano un bersaglio mobile.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

La risposta ufficiale è che l’Italia ha una geografia penalizzante: Alpi e Appennini creano venti irregolari al Centro-Nord. Ma la ragione più concreta è un’altra: i ritardi burocratici. Legambiente documenta 14 anni di iter per l’unico impianto offshore operativo — Taranto — e avverte che gli altri progetti rischiano tempi altrettanto lunghi.

Ostacoli NIMBY

L’opposizione locale blocca parchi già approvati. In Sardegna, in Puglia, in Basilicata — ovunque ci sia un progetto, sorge un comitato. Il risultato? Il 32% di aumento di capacità nel 2025 rispetto al 2024, citato da InsideEVs, non si traduce in pari produzione reale.

Questioni ambientali

Le associazioni ambientaliste segnalano rischi per l’avifauna e i mammiferi marini. Il report Legambiente “Finalmente Offshore” del 18 luglio 2025, presentato ad Augusta, ha mappato 93 progetti per 74 GW — ma ha anche evidenziato la necessità di valutazioni ambientali rigorose.

Il rischio

Se i 93 progetti offshore otterranno tutti VIA positiva, avremo 74 GW di capacità aggiuntiva. Ma il precedente di Taranto (14 anni per un singolo impianto) suggerisce che la metà non arriverà mai in esercizio — o arriverà tra decenni.

Dove si trova il più grande impianto eolico in Italia?

Il parco eolico di Portoscuso, gestito da Enel Green Power in Sardegna meridionale, è storicamente il più grande impianto onshore italiano. Ma la classifica sta cambiando: il progetto Med Wind, primo parco offshore galleggiante del Mediterraneo, avrà 156 turbine per 2,8 GW — superiore a qualsiasi parco terrestre.

Parco Portoscuso

Portoscuso rappresenta la storia dell’eolico italiano: un impianto pionieristico divenuto riferimento nazionale. Oggi però è superato in scala dai progetti in arrivo — sia onshore che offshore.

Impianti offshore

Il panorama offshore italiano include progetti mastodontici: Med Wind (2,8 GW), Sicily South (1.140 MW), Divento (3 GW distribuiti su 5 parchi). Legambiente mappa 93 progetti totali, di cui 88 galleggianti, distribuiti in 10 regioni costiere. Trapani guida con 11,2 GW di richieste — il 12,7% del totale nazionale offshore.

L’implicazione è chiara: il 2026 sarà l’anno della verità per Med Wind. Se il progetto da 2,8 GW nel Canale di Sicilia entrerà davvero in esercizio, l’Italia avrà il suo primo grande offshore — e potrà finalmente confrontarsi con Spagna, Regno Unito e Danimarca.

Timeline dello sviluppo eolico italiano

Data Evento
2020 Potenza base pre-crescita
2022 Primo impianto offshore Taranto operativo (Rivista Natura)
2024 13 GW installati, +2 GW dal 2020 (QualEnergia.it)
Marzo 2025 Avvio progetto Sicily South, 76 turbine, 1.140 MW (Modofluido)
Giugno 2025 Produzione Mondonuovo prevista, Puglia 53,1 MW (InsideEVs)
18 luglio 2025 Report Legambiente “Finalmente Offshore”, Augusta (Rivista Natura)
Seconda metà 2025 Costruzione Venusia e Serra Palino, RWE (InsideEVs)
2025 13,6 GW, calo 8% nuovo installato (QualEnergia.it)
2026 Entrata Med Wind 2,8 GW (InsideEVs)
2030 PNIEC: 2,1 GW offshore (Diario DIAC)
2040 Terna-Snam: 15 GW offshore (Diario DIAC)
2050 Obiettivo 300 GW totali (Diario DIAC)

Il pattern è inequivocabile: ogni milestone è separata da anni di attesa burocratica, e il passaggio da 13 a 300 GW richiederà un’accelerazione senza precedenti.

Cosa sappiamo — e cosa no

La ricerca presenta un quadro disomogeneo. Per i numeri macro (13,6 GW, 91% Sud, 93 progetti offshore) le fonti convergono con alta confidenza. Per le proiezioni e gli impatti, restano zone d’ombra.

Fatti confermati

  • Dati Terna: 13 GW installati nel 2024
  • Parchi elencati su Wikipedia e fonti specializzate
  • Report Legambiente “Finalmente Offshore” (18 luglio 2025)
  • Potenza offshore richiesta: 74 GW
  • Med Wind: 2,8 GW, 156 turbine, 9 TWh/anno
  • Unico offshore operativo: Taranto dal 2022

Dati incerti

  • Produzione annua esatta in TWh per il 2025
  • Quanti dei 74 GW offshore saranno effettivamente autorizzati
  • Tempistiche concrete per Edison, RWE, Divento
  • Impatto economico e occupazionale per singola regione
In sintesi: Sui numeri macro siamo certi. Sulla capacità di realizzare i 74 GW offshore richiesti, invece, nessuno può sbilanciarsi: il track record di Taranto (14 anni) e l’80% di progetti ancora in istruttoria dicono che la metà — forse di più — di quella capacità resterà sulla carta.

Le voci del settore

Per integrare i 300 GW previsti al 2050 occorrono oltre 400 GW di capacità di trasmissione, tra offshore e terra.

— Enrico Maria Carlini, responsabile pianificazione Terna (Diario DIAC)

Ci sono voluti 14 anni per l’eolico offshore di Taranto, ci auguriamo che per gli altri i tempi siano di gran lunga inferiori.

— Legambiente, ONG ambientale (Rivista Natura)

Il Sud si conferma protagonista, contribuendo al 94% della produzione eolica nazionale.

— InsideEVs, media specializzato mobilità elettrica (InsideEVs)

In sintesi

L’eolico italiano nel 2025 è un settore di numeri promettenti e реализации frustranti. Abbiamo 13,6 GW installati, 93 progetti offshore in pipeline, e obiettivi ambiziosi (300 GW al 2050). Ma l’80% dei progetti resta in istruttoria, Taranto ha impiegato 14 anni per diventare operativo, e la rete non regge il carico. Per chi investe o progetta, il messaggio è chiaro: il Sud è l’unico teatro rilevante, la burocrazia è il nemico principale, e il 2026 — con Med Wind — sarà il primo test concreto della volontà industriale italiana.

Quante pale eoliche ci sono in Italia?

Il conteggio esatto delle pale non è pubblicato da fonti ufficiali. Quel che sappiamo è la potenza installata: 13,6 GW a fine 2025, distribuiti su centinaia di parchi. Una pala standard da 3-5 MW fa parte di turbine da 100-150 metri di diametro — quindi il numero totale è nell’ordine delle migliaia.

Ci sono impianti eolici nel nord Italia?

Esistono alcuni parchi minori in Veneto, Lombardia e Friuli, ma rappresentano una quota trascurabile — circa il 6% della produzione nazionale. Le Alpi e gli Appennini settentrionali creano venti meno costanti, e la densità abitativa rende più difficile trovare siti idonei senza opposizione locale.

Quali sono i vantaggi e svantaggi dell’energia eolica?

I vantaggi includono zero emissioni durante il funzionamento, costi operativi bassi una volta installato, e una fonte rinnovabile abbondante in Italia. Gli svantaggi? Impatto visivo, rischi per l’avifauna, dipendenza dal vento (non sempre soffia quando serve), e la necessità di una rete elettrica adeguata per trasportare l’energia prodotta al Centro-Sud verso il Nord.

Perché non vogliono le pale eoliche?

Le ragioni variano: impatto paesaggistico (i parchi spesso sorgono su colline panoramiche), rumore delle turbine, timori per il valore immobiliare delle case vicine, e preoccupazioni ambientali — in particolare per uccelli e pipistrelli. Il fenomeno NIMBY (Not In My Backyard) è diffuso ovunque, ma al Sud — dove i parchi sono più densamente concentrati — raggiunge il massimo.

Quanto guadagna un tecnico eolico?

I dati specifici italiani variano, ma un tecnico di manutenzione eolica in Europa guadagna in media 35.000-50.000 euro lordi l’anno, con punte per figure senior o specializzate in offshore. Edison, RWE e altri operatori assumono in Sicilia, Sardegna e Puglia — le regioni dove la domanda di competenze è più alta.

Qual è il futuro dell’eolico in Italia al 2025?

Il 2025 segna un anno di transizione: 13,6 GW installati, costruzione di nuovi parchi (Mondonuovo, Venusia, Serra Palino), e preparazione all’ingresso dei grandi offshore. Il primo test sarà Med Wind nel 2026. Se andrà in esercizio senza intoppi, potrebbe accelerare l’intero settore. Se dovesse ripetere i ritardi di Taranto, i 74 GW richiesti resteranno un bersaglio mobile.

Come si confronta l’eolico con il fotovoltaico?

Il fotovoltaico in Italia ha raggiunto circa 30 GW — più del doppio dell’eolico. La differenza principale? Il solare si installa su tetti, capannoni e terreni agricoli con minor opposizione. L’eolico richiede venti forti e costanti, disponibili soprattutto al Sud, e siti più visibili. In termini di costo per MWh, le due tecnologie sono ormai competitive, ma il solare ha vinto la sfida della semplicità autorizzativa.