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Energia Rinnovabile Italia: Percentuali e Fonti 2024

Andrea Federico Russo Esposito • 2026-04-30 • Revisionato da Giulia Rossi

L’Italia ha compiuto passi da gigante nel settore delle rinnovabili, eppure il cammino verso una completa decarbonizzazione resta in salita. Nel 2023, 5.677 MW di nuovi impianti rinnovabili sono entrati in esercizio — un balzo dell’87% rispetto all’anno precedente — ma si tratta di poco meno della metà dei 12 GW annui necessari per centrare gli obiettivi europei al 2030. Questo articolo analizza numeri, fonti e tendenze tratti dai dati ufficiali di Terna e del GSE, per capire dove si trova davvero il sistema elettrico italiano.

Copertura 2023: 36,8% · Capacità nuova 2023: 5.677 MW · Produzione rinnovabili: 116,6 TWh

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Percentuale esatta di copertura 2024 completa
  • Dettaglio regionale produzione rinnovabili
  • Dati GSE su incentivi 2024
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo

La tabella seguente raccoglie i principali dati sulla produzione e capacità del sistema elettrico italiano, con i valori verificati da fonti ufficiali.

Dato Valore Fonte
Percentuale 2023 36,8% Greenreport
Produzione rinnovabili 2023 116,6 TWh Terna
Produzione netta 2023 256,6 miliardi kWh Terna Annuario Statistico 2023
Potenza efficiente netta 2023 127.815 MW Terna Annuario Statistico 2023
Nuova capacità 2023 5.677 MW Greenreport
Idroelettrico 2024 52,1 TWh Qualenergia
Produzione lorda 2024 271,0 TWh Terna

Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Italia?

La domanda ha una risposta che cambia a seconda dell’anno e del mese preso in esame. Nel 2023, le fonti rinnovabili hanno coperto il 36,8% della domanda elettrica nazionale, contro il 31% del 2022 — un balzo di quasi sei punti percentuali in un solo anno (Greenreport). Nel solo mese di agosto 2024, la percentuale è salita al 46,5% della produzione totale netta nazionale, record mensile trainato da condizioni meteo favorevoli (Terna Rapporto Mensile Agosto 2024).

Dati 2023

Nel 2023 la produzione totale italiana è stata di 264,7 TWh, di cui 116,6 TWh da fonti rinnovabili — ovvero il 44% del totale prodotto (Terna). La potenza efficiente netta ha raggiunto 127.815 MW, in crescita del 5,7% rispetto al 2022 (Terna Annuario Statistico 2023). Il calo dei consumi — 306,1 miliardi di kWh, -2,8% rispetto all’anno precedente — ha favorito una copertura percentuale più alta rispetto a quanto avrebbe consentito la sola produzione.

Trend 2024

Nel 2024 la produzione nazionale lorda ha raggiunto 271,0 TWh, in aumento del 2,4% sul 2023, mentre i consumi sono saliti a 292,7 TWh (+1,9%) (Terna). Nei primi dieci mesi del 2024 sono stati installati 6.042 MW di nuova capacità rinnovabile, di cui 5.482 MW di fotovoltaico — a conferma che il solare continua a trainare la crescita (Terna). L’idroelettrico ha segnato 52,1 TWh nel 2024, con un incremento del 30,4% rispetto al 2023 (Qualenergia).

Perché questo conta

L’Italia sta correndo, ma il traguardo resta lontano: i 5,7 GW del 2023 rappresentano meno della metà dei 12 GW annui necessari per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione europei al 2030.

Quali sono le energie rinnovabili più utilizzate in Italia?

L’Italia si affida a un mix di fonti, con l’idroelettrico che domina storicamente ma sta cedendo terreno relativa alla crescita del fotovoltaico. Nel 2023, la produzione da rinnovabili è cresciuta del 15,4% complessivamente, ma le singole fonti hanno mostrato dinamiche molto diverse tra loro (Greenreport).

Idroelettrico

Con 42,1 TWh nel 2023 (dato Terna) e 52,1 TWh nel 2024, l’idroelettrico rimane la prima fonte rinnovabile italiana per volume di produzione. L’incremento del 30,4% nel 2024 rispetto al 2023 riflette annate idrologiche più favorevoli e un miglior utilizzo dell’esistente (Qualenergia). Il rischio di questo asset è la volatilità legata alle precipitazioni: un anno secco può azzerare i guadagni in un colpo solo.

Eolico

L’eolico ha prodotto 23,6 TWh nel 2023, con una crescita del 15,1% rispetto all’anno precedente (Terna Annuario Statistico 2023). Nel 2025, però, il vento ha mollato: nei primi nove mesi le nuove installazioni eoliche sono state solo 367 MW, in calo del 24,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 (Greenreport). L’espansione eolica italiana è frenata da vincoli autorizzativi e resistenze locali, non da mancanza di vento.

Fotovoltaico

Il fotovoltaico ha prodotto 30,7 TWh nel 2023, in crescita del 9,3% (Terna Annuario Statistico 2023). Ad agosto 2024 la produzione fotovoltaica ha raggiunto 4.302 GWh, con un incremento del 15,1% rispetto ad agosto 2023 — un dato che conferma la corsa del solare (Terna Rapporto Mensile Agosto 2024). Il fotovoltaico assorbe ormai oltre il 90% delle nuove installazioni rinnovabili: su 6.042 MW nei primi dieci mesi del 2024, ben 5.482 MW sono solari.

Il rischio per l’Italia

Concentrare quasi tutte le nuove installazioni sul fotovoltaico lascia il sistema esposto a due vulnerabilità: la dipendenza dall’irraggiamento solare (zero di notte, quasi zero d’inverno) e la mancanza di una riserva eolica sufficiente a compensare.

Qual è la produzione di energia elettrica in Italia per fonte?

Per capire davvero la transizione energetica italiana servono i numeri completi della produzione 2023, divisi per fonte. Ecco il quadro tracciato da Terna: termoelettrico 162,6 TWh, fotovoltaico 30,7 TWh, idroelettrico 42,1 TWh, eolico 23,6 TWh, geotermico 5,7 TWh (Terna). Il totale della produzione nazionale nel 2023 è stato 264,7 TWh.

Fonti rinnovabili

  • Idroelettrico: 42,1 TWh (42.100 GWh)
  • Fotovoltaico: 30,7 TWh (30.700 GWh)
  • Eolico: 23,6 TWh (23.600 GWh)
  • Geotermico: 5,7 TWh (5.700 GWh)
  • Totale rinnovabili: 116,6 TWh (44% del totale)

Fonti non rinnovabili

Il termoelettrico ha dominato con 162,6 TWh nel 2023, ma è in calo strutturale: -17,4% rispetto al 2022. Il carbone ha subito un crollo ancora più drastico, -41,7% (Greenreport). Il gas naturale resta la fonte non rinnovabile prevalente, ma il suo ruolo si sta riducendo man mano che le rinnovabili guadagnano terreno.

Il paradosso italiano

Nel 2023 la produzione termoelettrica è scesa di oltre un sesto, ma il consumo totale è calato ancora di più (-6,6%). L’Italia ha sostanzialmente consumato meno di quanto producesse — un evento raro che ha gonfiato artificialmente la percentuale di copertura rinnovabile.

È legale vivere off-grid in Italia?

La domanda ricorre spesso tra chi vuole liberarsi dalla rete elettrica tradizionale, e la risposta è articolata. Vivere off-grid — ovvero senza allacciamento alla rete di distribuzione — non è vietato in assoluto in Italia, ma presenta requisiti tecnici e autorizzativi stringenti.

Normative vigenti

Non esiste un divieto esplicito di staccarsi dalla rete elettrica, ma bisogna rispettare le normative sullo scambio sul posto e sull’autoconsumo previste dal D.Lgs. 387/2003 e successive integrazioni. Chi installa un impianto isolato deve garantire la sicurezza dell’impianto elettrico secondo la norma CEI 64-8 e può avere l’obbligo di comunicazione al distributore locale. L’autoconsumo puro è consentito: chi produce e consuma l’energia senza immetterla in rete ha meno vincoli, ma senza accumulo serio difficilmente si coprono i consumi notturni o invernali.

Requisiti autorizzazioni

Per un impianto isolato servono: Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) o SCIA al Comune, verifica di impatto ambientale se in zone protette, e conformità alle norme del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per eventuali incentivi. L’installazione di sistemi di accumulo migliora l’autonomia, ma incrementa costi e complessità manutentiva. Il vero ostacolo per la maggior parte delle famiglie italiane non è la legge, ma la taglia dell’impianto necessaria per essere autosufficienti —specialmente al Nord, dove l’irraggiamento invernale è modesto.

Attenzione pratica

Vivere completamente off-grid in un appartamento in città resta impraticabile per vincoli tecnici e normativi. La legge non lo vieta, ma la fisica degli accumulatori attuali ancora lo sconsiglia nella maggior parte dei contesti residenziali italiani. Per comprendere meglio le sfide economiche che possono influenzare le decisioni di investimento in tecnologie come il fotovoltaico, è utile considerare anche il fenomeno della disoccupazione giovanile in Italia.

Quanto costa un generatore solare da 3 kW?

Un impianto fotovoltaico da 3 kW rappresenta una taglia comune per una famiglia italiana di 2-3 persone. Il costo chiavi in mano per un impianto di questa potenza si colloca indicativamente tra i 4.500 e i 7.000 euro, a seconda della qualità dei pannelli, dell’inverter e della complessità dell’installazione. A questi si aggiungono eventuali sistemi di accumulo (3-5 kWh) che possono costare altri 4.000-8.000 euro.

Costo chiavi in mano

  • Fotovoltaico 3 kW: 4.500-7.000 €
  • Accumulo 5 kWh: 4.000-8.000 €
  • Installazione e allaccio: incluso nel preventivo chiavi in mano
  • Tempi medi di rientro: 6-9 anni senza incentivi, 4-6 anni con Superbonus o contributi GSE

Incentivi disponibili

Gli incentivi per il fotovoltaico in Italia hanno subito diverse evoluzioni. Il meccanismo dello scambio sul posto permette di cedere l’energia in eccesso al GSE ricevendo un compenso. Il Superbonus 110% ha rappresentato un forte stimolo nel biennio 2021-2023, ma la sua rimodulazione ha ridotto l’appetibilità per gli interventi singoli. Il nuovo framework europeo (REPowerEU) prevede fondi per l’autoconsumo e l’accumulo, ma la loro operationalizzazione in Italia è ancora in fase di definizione.

Cosa è confermato

  • 36,8% copertura rinnovabili 2023
  • 5.677 MW nuovi impianti 2023
  • 116,6 TWh produzione rinnovabili 2023
  • 46,5% copertura agosto 2024
  • 52,1 TWh idroelettrico 2024

Cosa resta incerto

  • Percentuale definitiva 2024 completa
  • Dettaglio regionale produzione
  • Dati GSE incentivi 2024

Quote e citazioni

Nel corso del 2023 sono entrati in esercizio 5.677 MW di nuovi impianti rinnovabili, in robusto aumento rispetto al 2022 ma neanche la metà di quanto servirebbe per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030.

— Qualenergia, analisi annuale rinnovabili Italia

Complessivamente le rinnovabili hanno coperto il 36,8% della domanda elettrica nazionale nel 2023.

— Terna, gestore rete elettrica nazionale

Riassunto

L’Italia ha dimostrato nel 2023 e 2024 di saper accelerare sulla via delle rinnovabili: +87% di nuove installazioni, copertura salita al 36,8% e record mensile del 46,5% nell’agosto 2024. Tuttavia, i numeri assoluti restano insufficienti rispetto ai 12 GW annui richiesti dagli obiettivi UE 2030 — un gap che nessun anno record riesce ancora a colmare. Per chi valuta un impianto fotovoltaico o vuole comprendere le prospettive energetiche del Paese, il dato da tenere d’occhio non è la percentuale di copertura, ma il trend delle installazioni: se rallentano, il 2030 si avvicina senza che l’Italia abbia preparato la transizione strutturale che serve. Per gli investitori in rinnovabili, la scelta è chiara: puntare su impianti efficienti e ben dimensionati, oppure rischiare che il mercato resti dipendente dal termoelettrico più a lungo del previsto.

In sintesi: L’Italia ha raggiunto risultati record nelle rinnovabili nel 2023-2024, ma resta indietro rispetto alla tabella di marcia europea. Produttori e famiglie: conviene installare ora, prima che i ritardi autorizzativi e infrastrutturali riducano ulteriormente la finestra di opportunità.

Letture correlate: Fotovoltaico Italia 2026: Costi, Incentivi, Convenienza · Ambiente Italia – Come Migliorare la Sostenibilità

Fonti aggiuntive

terna.it, download.terna.it

Nel 2023 le rinnovabili coprivano il 36,8% del fabbisogno elettrico italiano, un dato in ascesa come mostrano dati percentuali 2024 le fonti principali analizzate da GSE e Terna.

Domande frequenti

Quali sono le fonti di energia in Italia?

Le principali fonti sono: gas naturale (termoelettrico), idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico e, marginalmente, carbone. Nel 2023 il termoelettrico ha prodotto 162,6 TWh e le rinnovabili 116,6 TWh.

Qual è il fabbisogno energetico annuo dell’Italia?

Nel 2024 il consumo elettrico italiano è stato 292,7 TWh, in crescita dell’1,9% rispetto al 2023 (306,1 miliardi kWh). Il fabbisogno è coperto dalla produzione nazionale e da importazioni nette.

Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Europa?

La media europea di rinnovabili sulla domanda elettrica supera il 40% e continua a crescere. L’Italia, con il 36,8% nel 2023, è nella media ma ancora distante dai leader come Svezia, Austria e Danimarca, che superano il 60%.

Quali sono le energie non rinnovabili?

In Italia le fonti non rinnovabili principali sono gas naturale, carbone e, marginalmente, nucleare (assente dal 1987). Il gas naturale rappresenta la quasi totalità della produzione termoelettrica, con 162,6 TWh nel 2023.

Come monitora Terna le rinnovabili?

Terna pubblica rapporti mensili con dati su capacità installata, produzione per fonte e copertura della domanda. L’Annuario Statistico 2023, i Rapporti Mensili e i comunicati stampa mensili sono disponibili su terna.it.

Quali incentivi esistono per il fotovoltaico?

Gli incentivi attivi in Italia includono lo scambio sul posto GSE, detrazioni fiscali e, in passato, il Superbonus 110%. Le condizioni cambiano frequentemente: verificare sempre le regole aggiornate sul sito del GSE prima di procedere.



Andrea Federico Russo Esposito

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